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offerte Napoli
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Acquario verde
Progetto Mese della Memoria
Acquario verde - Morte e Rinascita dopo il ghetto
Esposizione internazionale di libri d'artista
a cura di Maddalena Castegnaro ed Enrico Rapinese
in collaborazione con la Casa editrice Giuntina di Firenze.
1 - 5 febbraio 2012 - La Stanza di Ulisse, Fasano (Brindisi)
"L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione, ma anche la possibilità di vita e di rinascita. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo". (Avraham Sutzkever)
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shoah
Mese della Memoria
Programma Mese della Memoria 2012
* 20 gennaio
I BAMBINI E LE DONNE DELLA SHOAH : esposizione internazionale di libri d’artista
LAVENO MOMBELLO (VARESE), Biblioteca Comunale “A.Pozzi”-Villa Frua, Via Roma, 16a
Durata mostra: 20 gennaio-9 febbraio
Orari : lunedì-venerdì dalle 8 alle 20.30, sabato dalle 8 alle 13.
* 25 gennaio, ore 9 : Libro: Sono stato l'assistente del dottor Mengele. Auschwitz dagli occhi di un medico ebreo-ungherese, di NYISZLI MIKLOS , ed. Zane. Presentano: Annalisa Montinaro, casa editrice Zane e Paola Pisanello, scrittrice.
MAGLIE (Lecce), Liceo delle Scienze Umane “ A. Moro”
* 28 gennaio , h 9-12
IL RAGGIO SOTTILE: spettacolo musicale interattivo tratto dal libro “Il raggio sottile” di CORRADO FANTONI e FRANCESCA AMAT, ed. Sinnos, regia e musica a cura di Francesca Amat e Corrado Fantoni, con la partecipazione della piccola Maria Fantoni.
Esposizione di un libro manufatto collettivo prodotto da Alunni e Alunne delle Classi quinte della Direzione didattica “A. Manzoni” ispirato al libro “Acquario verde”, ed. Giuntina di Avraham Sutzkever
ARADEO (Lecce), Direzione didattica “A. Manzoni”.
* 1 febbraio, ore 18,30
In collaborazione con il Presidio del Libro di Fasano
ACQUARIO VERDE: MORTE E RINASCITA DOPO IL GHETTO: esposizione internazionale di libri d’artista ispirati a libri della Casa editrice Giuntina di Firenze.
FASANO (Brindisi), La Stanza di Ulisse, Via Forcella 69
* 1/5 febbraio. Inaugurazione ore 18.30
Orari apertura mostra: h 18-20
Nelle mattinate visite per le scolaresche
Libro: Sono stato l'assistente del dottor Mengele. Auschwitz dagli occhi di un medico ebreo-ungherese, di NYISZLI MIKLOS , ed. Zane. Presentano: Annalisa Montinaro, casa editrice Zane e Paola Pisanello, scrittrice.
ARTISTI PARTECIPANTI AL PROGETTO “ACQUARIO VERDE:
1. Loredana Alberti
2. Francesca Amat
3. Luisa Bergamini
4. Carla Bertola
5. Anna Boschi
6. Maria Cecilia Bossi
7. Luciana Bratina
8. Lela Campitelli
9. Loretta Cappanera
10. Lamberto Caravita
11. Mirta Carroli
12. Mara Caruso (Brasile)
13. Loriana Castano
14. Francesco Ceriani
15. Veronique Champollion (Francia)
16. Paolo Chirco
17. Carmela Corsitto
18. Eleonora Cumer
19. Davide DI DonFrancesco
20. Crescenzio D’Ambrosio
21. Ferrara Roberta
22. Lia Garavini
23. Maria Luisa Grimani
24. Groupo Gralha Azul : Eny Herbst, Iara D'Elia, Ieda Mariano, Leci Bohn, Jane Balconi, Jane Godoy, Jeanete Ecker Kohler, Luiza Gutierrez, Mara Caruso, Maria Darmeli Araújo, Maria do Carmo Toniolo Kuhn, Maria Julieta Damasceno Ferreira, Marithê Bergamin, , Neiva Mattioli Leite, Sirlei Caetano, Tänia Luzzatto, There Reis, Therezinha Fogliato Lima, Vera Presotto (Brasile)
25. Nana Homovec (Slovenia)
26. Benedetta Jandolo
27. Beatrice Landucci
28. Alfonso Lentini
29. Oronzo Liuzzi
30. Nadia Magnabosco
31. Matteo Manduzio
32. Angela Marchionni
33. Luigi Pasquali
34. Patrizia Pasquini
35. Martin Petric (Slovenia)
36. Antonella Prota Giurleo
37. Rosella Quintini
38. Gian Paolo Roffi
39. Antonio Rollo
40. Antonio Sassu
41. Yun Jung Seo (Corea del Sud)
42. Grazia Tagliente
43. Ettore Tomas
44. Rosanna Veronesi
45. Alberto Vitacchio
46. Maria Grazia Zanmarchi
LIBRI offerti dalla Casa editrice Giuntina
Acquario verde
Arrivare prima del Signore Iddio
Ricordi della casa dei morti e altri scritti
Tagebuch
Il fumo di Birkenau
Il sangue del cielo
Tempi bui
Tracce
Il viaggio
Frammenti di tempo
Fossoli transito per Auschwitz
Charlotte la morte e la fanciulla
Anni d'infanzia
C'era una volta una famiglia
Perché non sei venuta prima della guerra
Parole chiare
Un nome
Brodo senza pollo
Giorni alle spalle
Scrivere poesie dopo Auschwitz
La canzone dimenticato
La tana di fango
La linea della vita
La creatura di cenere di Buchenwald
Sincronizzazione a Birkenwald
Mie carissime bambine
Sedici ottobre 1943
Perdonare?
Noi figli di Eichmann
Gli ebrei di Vilna
Una famiglia
Blumenstrasse 22
A cura della Associazione VerbaManent _ Presìdio del Libro di Sannicola (Lecce)
Emilio Rizzo - Racconti per una solitudine insonne…
| Giovedì 12/30 gennaio 2012 – vernissage ore 19.00 |
Emilio Rizzo - Racconti per una solitudine insonne… |
|
| Giovedì 12/30 gennaio 2012 – vernissage ore 19.00 |
| Galleria Gino Ramaglia |
| via Broggia, 10 - 80135 Napoli |
| Tel. e Fax +39 0815640738 |
| E-mail: info@ginoramaglia.it |
| Comunicato stampa: Lineadarte Officina Creativa |
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Dopo un anno di nuovo a Napoli Le “Micro-OpereCosmiche” di Emilio Pellegrino
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Un mare diVino
La strada della legalità parte dalle terre confiscate alla mafia
nell'Alto Belice corleonese e arriva a casa ex-Badalamenti, altro bene
confiscato, in un mix sapiente di arte del vino e del pennello.
Casa del boss da "occupare attraverso un percorso fatto di storia passata e storia nuova", mescolando arte, impegno sociale e storia.
Assaporare la legalità attraverso "un mare diVino" è un evento volto a promuovere quei prodotti di speranza e rinascita, frutto, in questo caso, di quelle terre e di quei vigneti confiscati alla mafia e affidati alle Coop di Libera Terra. Le foto di Pino Manzella esposte nella sala del convegno ci parlano proprio di questo e dell'azienda vinicola Centopassi. E cento passi disegnati col gessetto ci accompagnano da Casa Memoria, casa natale di Peppino Impastato, a casa del boss, mandante del suo assassinio, dove da una ragnatela di fili, penzolano 100 immagini di fatti di cronaca di ieri e di oggi e che ci introducono alle opere di Carmelo Calderone che, con i suoi frammenti del mediterraneo, eleva a simbolo la barca quale elemento di contaminazione dei popoli prima e unica speranza oggi per alcune popolazioni.
In un'altra sala, l'esposizione delle tavole del fumetto “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” – sceneggiatura di Marco Rizzo e disegni di Lelio Bonaccorso.
Sono inoltre previsti gli interventi dell’on. Salvino Caputo, della Commissione Parlamentare Attività Produttive, di Dario Cartabellotta, Direttore dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, dell’avv. Salvatore Palazzolo, sindaco di Cinisi, di Giovanni Impastato, presidente dell’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Francesco Galante, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto “Libera Terra”. Modera Domenico Micale, assessore alle attività produttive del Comune di Cinisi.
dal 17 dicembre al 4 gennaio 2012
casa ex-Badalamenti, Cinisi (Palermo)
ingresso libero
Casa del boss da "occupare attraverso un percorso fatto di storia passata e storia nuova", mescolando arte, impegno sociale e storia.
Assaporare la legalità attraverso "un mare diVino" è un evento volto a promuovere quei prodotti di speranza e rinascita, frutto, in questo caso, di quelle terre e di quei vigneti confiscati alla mafia e affidati alle Coop di Libera Terra. Le foto di Pino Manzella esposte nella sala del convegno ci parlano proprio di questo e dell'azienda vinicola Centopassi. E cento passi disegnati col gessetto ci accompagnano da Casa Memoria, casa natale di Peppino Impastato, a casa del boss, mandante del suo assassinio, dove da una ragnatela di fili, penzolano 100 immagini di fatti di cronaca di ieri e di oggi e che ci introducono alle opere di Carmelo Calderone che, con i suoi frammenti del mediterraneo, eleva a simbolo la barca quale elemento di contaminazione dei popoli prima e unica speranza oggi per alcune popolazioni.
In un'altra sala, l'esposizione delle tavole del fumetto “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” – sceneggiatura di Marco Rizzo e disegni di Lelio Bonaccorso.
Sono inoltre previsti gli interventi dell’on. Salvino Caputo, della Commissione Parlamentare Attività Produttive, di Dario Cartabellotta, Direttore dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, dell’avv. Salvatore Palazzolo, sindaco di Cinisi, di Giovanni Impastato, presidente dell’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Francesco Galante, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto “Libera Terra”. Modera Domenico Micale, assessore alle attività produttive del Comune di Cinisi.
dal 17 dicembre al 4 gennaio 2012
casa ex-Badalamenti, Cinisi (Palermo)
ingresso libero
“IMPROVVISARTE”
Putignano 18 dicembre orari 10,00 – 24,00.
Made in Sicily
Il perchè di una mostra
Il titolo della rassegna "Made in Sicily" non è una evocazione regionalistica di presunti valori localistici, fa il verso ad altri "Made in ...".
La Sicilia è un'area geografica qualunque. Terra di frontiera e terra di accatto e di tutte le avventure politiche.
Il sistema dell'arte in Sicilia si esprime dentro una malsana competitività, basata sul presupposto di farcela da soli contro tutto e contro tutti. L'individualismo in cui gli artisti si sono adagiati da tempo viene sostenuto dalla sensazione di essere sempre sotto ricatto da qualcosa o da qualcuno. Sostanzialmente si ha paura di perdere ciò che non si ha.
...non ci si confronta più. Non c'è più dialogo, nè si vuole costruire qualcosa, ... siamo impelagati, ... in un processo di distruzione sistematica di ciò che, sino ad ora, ci ha sostenuto. Il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi e ... fingiamo di non vederlo.
Persone, diverse fra loro per arti, mestieri e professioni, cercando di resistere al declino culturale del nostro Paese, hanno manifestato la propria indignazione per ciò che appare come un sistema bloccato.
Questa mostra, in uno spazio come il Real Albergo dei Poveri di Palermo, vuole essere una specie di contenitore di lusso, una metaforica vetrina per la cultura figurativa in Sicilia. Tenta, con questo primo incontro, di esibire attraverso il racconto degli stessi pittori, l'evoluzione (o l'involuzione) delle persistenze figurative, delle scelte non formali e delle adesioni al grande equivoco dell'arte contemporanea; tenta di indagare la "questione meridionale" del sistema delle arti in un territorio eccentrico quale quello siciliano ancora non ampiamente sondato e verificato; tenta di esaminare infine il contributo degli artisti nella revisione critica centro-periferia e nella dialettica della globalizzazione e nelll'equivoco del concetto ambiguo di contemporaneo.
Non è la mancanza di forze artistiche valide nel territorio, e questa mostra lo comprova, al contrario, manca un sano e produttivo sforzo collettivo, la consapevolezza del proprio ruolo e l'impegno della cultura. E' il territorio che risulta malato ed esprime stancamente, da troppi anni, una cultura senza entusiasmi e senza progetto.
Questa occasione vuole solo essere una prima ricognizione di forze operative nell'Isola senza ordini e gradi. Senza scale, poggiate su pretestuosi muri di falsi valori, nè in salita nè in discesa.
Non è più il tempo dell'acquiescenza o della subalternità alla passiva omologazione corrente.
Made in Sicily non vuole affermare nulla, vuole soltanto interrogarsi sulle problematiche, sulle storture e i destini dell'Arte in Sicilia, luogo qualunque.
L'arte non può limitarsi alla funzione di uno sterile godimento. L'Arte diffonde nella cultura di massa un'imponente quantità di conoscenze. Non soltanto racconta la vita, ma cerca anche di spiegarsela. L'artista ha un ruolo, una responsabilità sopratutto etica per quello che fa. Per i linguaggi che ha deciso di adottare.
Made in Sicily vuole, pretestuosamente per alcuni versi ma fermamente per altri, cercare le ragioni profonde dei ritardi culturali nel nostro territorio.
...mancano all'appello, in questo appuntamento, altre espressioni artistiche: le performances, le installazioni, la fotografia, il cinema, il video, le opere "aperte", le contaminazioni e gli scambi di esperienze e pratiche extra artistiche; solo qualche sporadica presenza.
La Sicilia è una provincia povera o meglio depauperata, rispetto al resto del mondo, un luogo periferico e decentrato rispetto ai grandi sistemi dell'arte. Non industrializzata. Una terra di nessuno o meglio una terra lottizzata da pochi e non certamente dai migliori alla luce dei gravi ritardi, delle contraddizioni che mortificano il vivere civile della collettività. La sensazione è che tutto sia da ripensare, da riscrivere, da riorganizzare. Per questo ho ridotto il mio campo di intervento.
Nel clima disastroso che viviamo, quello nel quale siamo costretti a vivere, cerco la normalità, che mi appare rivoluzionaria.
Questa mostra cerca l'aggregazione, non la categoria ma l'essenza profonda del fare arte come modalità di riscatto. Credo che oggi non serva la categoria, serve piuttosto capire quale ruolo l'artista deve assumere per contribuire al dibattito culturale.
Made in Sicily non è, nè vuole essere una riunione sediziosa o supponente. Ma, attraverso la partecipazione di centosettantacinque artisti che si raccontano, esprimere il tentativo di un grido d'allerta, porsi interrogativi condivisibili sullo "stato di salute" del sistema dell'arte.
Fare oggi l'artista è "resistere". Oggi come non mai l'arte rivendica una forte responsabilità morale. Una specie di impegno, diciamo, più "essenziale", nei confronti dell'arte stessa che comporta innanzi tutto una rinnovata responsabilità etica.
Il perchè di una mostra
Il titolo della rassegna "Made in Sicily" non è una evocazione regionalistica di presunti valori localistici, fa il verso ad altri "Made in ...".
La Sicilia è un'area geografica qualunque. Terra di frontiera e terra di accatto e di tutte le avventure politiche.
Il sistema dell'arte in Sicilia si esprime dentro una malsana competitività, basata sul presupposto di farcela da soli contro tutto e contro tutti. L'individualismo in cui gli artisti si sono adagiati da tempo viene sostenuto dalla sensazione di essere sempre sotto ricatto da qualcosa o da qualcuno. Sostanzialmente si ha paura di perdere ciò che non si ha.
...non ci si confronta più. Non c'è più dialogo, nè si vuole costruire qualcosa, ... siamo impelagati, ... in un processo di distruzione sistematica di ciò che, sino ad ora, ci ha sostenuto. Il mondo si è trasformato sotto i nostri occhi e ... fingiamo di non vederlo.
Persone, diverse fra loro per arti, mestieri e professioni, cercando di resistere al declino culturale del nostro Paese, hanno manifestato la propria indignazione per ciò che appare come un sistema bloccato.
Questa mostra, in uno spazio come il Real Albergo dei Poveri di Palermo, vuole essere una specie di contenitore di lusso, una metaforica vetrina per la cultura figurativa in Sicilia. Tenta, con questo primo incontro, di esibire attraverso il racconto degli stessi pittori, l'evoluzione (o l'involuzione) delle persistenze figurative, delle scelte non formali e delle adesioni al grande equivoco dell'arte contemporanea; tenta di indagare la "questione meridionale" del sistema delle arti in un territorio eccentrico quale quello siciliano ancora non ampiamente sondato e verificato; tenta di esaminare infine il contributo degli artisti nella revisione critica centro-periferia e nella dialettica della globalizzazione e nelll'equivoco del concetto ambiguo di contemporaneo.
Non è la mancanza di forze artistiche valide nel territorio, e questa mostra lo comprova, al contrario, manca un sano e produttivo sforzo collettivo, la consapevolezza del proprio ruolo e l'impegno della cultura. E' il territorio che risulta malato ed esprime stancamente, da troppi anni, una cultura senza entusiasmi e senza progetto.
Questa occasione vuole solo essere una prima ricognizione di forze operative nell'Isola senza ordini e gradi. Senza scale, poggiate su pretestuosi muri di falsi valori, nè in salita nè in discesa.
Non è più il tempo dell'acquiescenza o della subalternità alla passiva omologazione corrente.
Made in Sicily non vuole affermare nulla, vuole soltanto interrogarsi sulle problematiche, sulle storture e i destini dell'Arte in Sicilia, luogo qualunque.
L'arte non può limitarsi alla funzione di uno sterile godimento. L'Arte diffonde nella cultura di massa un'imponente quantità di conoscenze. Non soltanto racconta la vita, ma cerca anche di spiegarsela. L'artista ha un ruolo, una responsabilità sopratutto etica per quello che fa. Per i linguaggi che ha deciso di adottare.
Made in Sicily vuole, pretestuosamente per alcuni versi ma fermamente per altri, cercare le ragioni profonde dei ritardi culturali nel nostro territorio.
...mancano all'appello, in questo appuntamento, altre espressioni artistiche: le performances, le installazioni, la fotografia, il cinema, il video, le opere "aperte", le contaminazioni e gli scambi di esperienze e pratiche extra artistiche; solo qualche sporadica presenza.
La Sicilia è una provincia povera o meglio depauperata, rispetto al resto del mondo, un luogo periferico e decentrato rispetto ai grandi sistemi dell'arte. Non industrializzata. Una terra di nessuno o meglio una terra lottizzata da pochi e non certamente dai migliori alla luce dei gravi ritardi, delle contraddizioni che mortificano il vivere civile della collettività. La sensazione è che tutto sia da ripensare, da riscrivere, da riorganizzare. Per questo ho ridotto il mio campo di intervento.
Nel clima disastroso che viviamo, quello nel quale siamo costretti a vivere, cerco la normalità, che mi appare rivoluzionaria.
Questa mostra cerca l'aggregazione, non la categoria ma l'essenza profonda del fare arte come modalità di riscatto. Credo che oggi non serva la categoria, serve piuttosto capire quale ruolo l'artista deve assumere per contribuire al dibattito culturale.
Made in Sicily non è, nè vuole essere una riunione sediziosa o supponente. Ma, attraverso la partecipazione di centosettantacinque artisti che si raccontano, esprimere il tentativo di un grido d'allerta, porsi interrogativi condivisibili sullo "stato di salute" del sistema dell'arte.
Fare oggi l'artista è "resistere". Oggi come non mai l'arte rivendica una forte responsabilità morale. Una specie di impegno, diciamo, più "essenziale", nei confronti dell'arte stessa che comporta innanzi tutto una rinnovata responsabilità etica.
Liberamente tratto dal catalogo a cura di Nicolò D'Alessandro
Casa AUT
Casa AUT
Nell'ambito della 1° settimana della Cultura, si è inaugurata a Cìnisi (33 km da Palermo) la mostra "Casa AUT" a cura del Laboratorio Saccardi. E' ospitata presso la ex-casa di don Tano, personaggio di spicco della cupola mafiosa degli anni '70 e boss dei due mondi (morto in carcere come mandante dell'assasinio di Peppino Impastato), bene ormai confiscato alla mafia e dato in gestione al Comune di Cìnisi.
Casa del boss come luogo simbolico, come luogo che rimanda e si ricollega ad altri luoghi simbolici, santuari immaginifici, pubblici o privati, nel cui interno gravitano particolari vibrazioni, collegate da linee energetiche in una rete sotterranea ed invisibile.
Luoghi che assorbono le energie dei loro abitatori e che riflettono e restituiscono nella società. Luoghi dove nuova forza e nuova linfa vitale deve essere iniettata per la riconversione energetica.
Compito questo affidato all'Arte che, con i plurimi linguaggi dei 73 artisti scelti dal Laboratorio Saccardi, popolano le stanze, ormai vuote e disadorne, della casa del boss, chiusa ed impenetrabile proprio come un santuario privato, fino a qualche tempo fa, ed oggi aperta alla fruizione del pubblico.
Casa AUT
a cura del Laboratorio Saccardi
inaugurazione 11 novembre 2011, ore 18.00
11 / 27 novembre 2011
visite: dal venerdì alla domenica - ore 17.00 - 20.00
ex-casa Badalamenti - Corso Umberto, 183 - CINISI (PA)
Ingresso gratuito.
Made in Sicily
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